Prof. Giovanni Alei - Patologie Trattate
Tumori del rene
Si possono dividere in tumori del parenchima e tumori della capsula renale.

Tumori del parenchima:

  • Epiteliale : adenocarcinoma (tumore di Grawitz)
  • Mesenchimale : fibrosarcoma, miosarcoma, angioendotelioma
  • Tumori misti : nefroblastoma (tumore di Wilms)

Tumori della capsula renale:

  • Mesenchimale : fibrosarcoma, miosarcoma, liposarcoma.

L'adenocarcinoma è senza dubbio l'istotipo più frequente rappresentando l'80% dei tumori del rene e il 3% di tutti i tumori maligni dell'uomo, si presenta più comunemente nella quinta o sesta decade di vita ed ha un rapporto maschi-femmine 2:1, con uguale incidenza tra la popolazione bianca e la nera.

Sintomatologia

La diagnosi di tumore renale è oggi quasi sempre incidentale ottenuta attraverso accertamenti eseguiti per altri motivi. Infatti, la classica triade sintomatologica costituita da ematuria, tumefazione palpabile e dolore si osserva soltanto nel 10-15% dei casi ed è comunque espressione di malattia avanzata.
Più frequenti isolatamente l'ematuria (60% dei casi), e il dolore (30%); rare le manifestazioni da lesioni metastatiche (dispnea, dolore osseo).
Sfumate e talvolta difficilmente apprezzabili le sindromi paraneoplastiche ( febbre, anemia, leucocitosi, eritrocitosi, ipercalcemia, ipertensione) che però tendono a scomparire con la rimozione del tumore.

Diagnosi

  • Esame completo delle urine: macro o microematuria
  • esami ematochimici: anemia, leucocitosi, eritrocitosi.

Esami strumentali

  • Ecografia renale: può mettere in evidenza lesioni solide iperecogene suggestive di processi occupanti spazio.
  • Rx Urografia perfusionale: il tumore può deformare la normale anatomia del rene o della via escretrice, determinare stenosi ecc.
  • TC: molto attendibile per la stadiazione corretta del tumore e per la diagnosi differenziale con altre formazioni tumorali.
  • Arteriografia renale selettiva: consente di apprezzare la vascolarizzazione del tumore e la sua estensione.
  • RMN: migliora il completamento diagnostico permettendo uno studio più dettagliato delle formazioni vascolari eventualmente interessate (vena renale, vena cava inferiore).
  • Scintigrafia ossea: utile per evidenziare lesioni ossee metastatiche.

Terapia

Sia la terapia ormonale che la chemioterapia sistemica si sono rivelate di scarso effetto. La terapia chirurgica sembra essere la sola in grado di condurre il paziente alla guarigione clinica e consiste nell'asportazione del rene interessato ( nefrectomia radicale) con o senza linfadenectomia. Si ricorre all'esecuzione di interventi più conservativi in forme ben confinate al rene e di piccole dimensioni (<4 cm) oppure nei tumori bilaterali o nei monorene, tuttavia i risultati sembrano essere sovrapponibili a quelli della chirurgia radicale.

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