APPROCCIO
DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO ALLA DISFUNZIONE ERETTILE
La
disfunzione erettile (DE) è definita come l'incapacità a
raggiungere e/o a mantenere un erezione sufficiente per portare
a termine un rapporto sessuale soddisfacente per se e per la partner.
Il termine disfunzione erettile è migliore del termine impotenza
perché definisce più precisamente la natura di questa
disfunzione sessuale. L’erezione è un fenomeno complesso
che risponde ad una regolazione multifattoriale, ormonale, psichica,
endocrina, neurogena e vascolare; tutti questi fattori sinergizzano
agendo sul sistema vascolare del tessuto erettile contenuto nei corpi
cavernosi. Alterazioni di uno o più di questi fattori possono
provocare una DE.
  
Questo
tipo di patologia si può presentare teoricamente in
un qualsiasi momento della vita sessuale dell’uomo.
Come abbiamo detto la disfunzione erettile ha un’eziopatogenesi
multifattoriale: infatti nel 30% circa dei casi è dovuta al
diabete, per il 20% a malattie di natura vascolare, per il 10% ad interventi
chirurgici pelvici demolitivi ( sulla prostata, sulla vescica, sul
retto); il restante 40% dei casi comprende una serie di cause tra cui
spiccano per frequenza quelle psicogene, seguite poi dalla malattia
di La Peyronie o Induratio Penis Plastica (I.P.P.), da malattie del
sistema nervoso centrale, da patologie endocrine, e da altre cause
(assunzione di farmaci, alcoolismo, patologia da lavoro, ecc.)
Proprio per questa multifattorialità è necessario, quindi,
distinguere fra cause organiche e cause psicogene. A questo scopo la
fase diagnostica assume un ruolo di grandissima importanza.
Diagnostica
La diagnostica della disfunzione erettile comprende:
- Ecografia peniena e testicolareEsami ematochimici generali ed assetto ormonale.Monitoraggio
delle erezioni notturne con sistema Rigiscan.Test dinamico
con Prostaglandine (potenti vasodilatatori locali) con stimolazione
audiovisiva e contemporanea registrazione della rigidità peniena (A.V.S.S.).Valutazione
della sensibilità termica e vibratoria mediante
Genito Sensory Analyzer (GSA);Eco-color-doppler penieno dinamico (con erezione indotta farmacologicamente
con Prostaglandine;
- Cavernosometria.
Analizziamo
ora i vari momenti dell’iter diagnostico.
L'ecografia peniena è importante soprattutto
per rilevare alterazioni dell'ecostruttura dei corpi cavernosi (esiti
cicatriziali di chirurgia peniena o di traumi genitali, cisti o aneurismi,
placche di Induratio Penis Plastica), la regolarità dello
spessore delle guaine e del setto intercavernoso, la regolare morfologia ed
ecostruttura del corpo spongioso dell'uretra, la localizzazione di
alcuni tratti delle arterie cavernose.
Con l'ecografia testicolare valuteremo l'ecostruttura,
la morfologia e le dimensioni dei didimi e degli epididimi, la regolarità delle
guaine, la presenza di eventuali versamenti, un'eventuale patologia
a carattere nodulare e la presenza o meno di varicocele.
Si effettua sempre uno studio di base con esami ematochimici (funzionalità renale
ed epatica, assetto lipidico e proteico, la glicemia basale ed eventualmente
da carico) e con i dosaggi ormonali :gonadotropine
ipofisarie, (FSH ed LH), Testosterone plasmatico, Prolattina.
Un esame di importanza fondamentale è rappresentato dalla monitorizzazione
delle erezioni peniene notturne con sistema Rigiscan
Plus computerizzato.
Durante un sonno fisiologico di 6-8 ore si verificano dalle 3 alle
5 erezioni spontanee contemporaneamente alle fasi REM. In un soggetto
normale con regolari fasi di sonno REM, gli episodi erettili raggiungono
una rigidità compresa tra l'80 ed il 100% con una durata
media di 30 minuti ciascuno. Con tale metodica possiamo discriminare
i deficit erettili organici da quelli psicogeni. Infatti gli episodi
erettili notturni prescindono da qualsiasi influenza psicologica: è evidente
che il paziente non può avere coscienza di tale attività erettile,
sia normale che patologica, in quanto in stato onirico.
Il
sistema Rigiscan Plus è costituito da due apparati con funzioni
diverse che si integrano tra loro:
- un’unità mobile per la registrazione dei dati (Rigiscan
monitor), in grado di valutare e registrare la tumescenza e la rigidità del
pene durante il sonno con un'autonomia di registrazione continua
di 10 ore;
- un hardware relativo software e stampante per elaborare e stampare
i dati registrati dal Rigiscan monitor.
L'unità mobile (Rigiscan monitor) è un piccolo apparecchio
che, alimentato da due batterie da 9 volts, viene applicato dal paziente
stesso ad una coscia, grazie all'ausilio di una fascia elastica contenitiva.
L'unità è provvista di due anelli che, applicati uno
alla base del pene e l'altro al di sotto del solco coronale, mediante
periodici adeguamenti della loro circonferenza, calibrano le dimensioni
dell'organo registrandone ogni incremento volumetrico e variazione
della rigidità. La tumescenza è espressa da variazioni
in centimetri della circonferenza peniena, e la rigidità da
valori percentuali da 0 a 100. Per la standardizzazione dei risultati,
sono stati considerati valori normali per la rigidità tre o
più eventi di entità superiore al 70% di durata pari
o superiore a 10 minuti ciascuno, e per la tumescenza, incrementi della
circonferenza peniena pari o superiori a tre centimetri per la base
e due centimetri per la punta.
Perchè l'esame abbia un’attendibilità scevra
dalla presenza di falsi positivi, deve essere effettuato in ambiente
domiciliare e in condizioni di massimo confort e per almeno due notti
consecutive poichè, la qualità del sonno di solito è migliore
nel corso della seconda notte, per il superamento del vissuto ansiogeno
rappresentato dal macchinario sia come "novità", sia
per la pressione che gli anelli esercitano sul pene durante il sonno
(disturbo del sonno da presenza dell’apparecchio). Infatti, alcuni
Autori propongono ai pazienti di assumere dei blandi ansiolitici per
garantire una migliore qualità del sonno. Quest'ultimo è,
evidentemente, una delle componenti principali in grado di influenzare
un tracciato Rigiscan; tale tesi, suffragata dalla letteratura internazionale, è confermata
dalla nostra esperienza: i tracciati dei pazienti con disturbi
del sonno o con alterazioni patologiche delle fasi REM presentano caratteristiche
patologiche che possono indurre a “falsi positivi”. E’ importante,
dunque, che l'esaminatore sia informato su quanto il paziente riferisce
circa la qualità del sonno nelle notti indagate. Per questo,
siamo soliti consegnare un mini-questionario con poche domande essenziali, mirate
ad ottenere più informazioni possibili su ciò che è avvenuto
durante lo svolgimento dell'esame. Con questi opportuni accorgimenti
la rigidometria notturna peniena con sistema Rigiscan è, più che
mai, esame fondamentale per lo screening del deficit erettile, limitando
al massimo la possibilità di falsi positivi e non contemplando
mai la presenza di falsi negativi. Non possiamo però conferirgli
un valore assoluto, in quanto il numero degli episodi erettili e la
loro durata non possono rappresentare un rigido criterio discriminativo,
mentre è sicuramente
suggestiva di evidente causa psicogena qualora il tracciato dimostri,
inequivocabilmente, una valida attività erettile notturna. Non
bisogna dimenticare, poi, che il ruolo di questa indagine va inquadrato
in un più ampio complesso di indagini i cui risultati, integrati
opportunamente tra loro, concorrono a formulare una diagnosi corretta.
Il
test dinamico con farmacoinfusione endocavernosa di 5 o 10 mcg. di
prostaglandine (PGE1), effettuato in assenza di stimoli erotici e di
particolari condizioni ambientali, fornisce una valutazione
approssimativa dell'erezione indotta.
Per
ottenere dati più attendibili e rappresentabili oggettivamente,
il test, ripetuto a dosi crescenti, viene associato alla monitorizzazione
con Rigiscan, durante la visione di un filmato a contenuto erotico
(Audio Visual Sexual Stimulation- A.V.S.S.).
L’A.V.S.S. è un esame diagnostico mediante il quale
si traduce graficamente un evento erettile, farmacologicamente indotto
con somministrazioni che possono essere progressivamente crescenti,
in corso di stimolazione erotica audio-visiva.
Per svolgere in maniera adeguata questo esame è necessario
eseguirlo in un luogo acusticamente isolato, e, nei limiti del possibile,
quanto più scevro da ogni componente ansiogena che possa derivare
al paziente dall’essere esaminato in una struttura sanitaria.
Si applicano al pene i cavetti dell'apparecchio Rigiscan Plus mediante
il quale si potrà monitorizzare l’evento erettile in
tempo reale secondo i parametri di rigidità e tumescenza sia
alla base che alla punta dell’asta. Successivamente, il paziente
viene sottoposto alla visione di un videotape a contenuto erotico.
Si inizia ad effettuare una o più farmacoinfusioni intracavernose
(FIC) di PGE1. L’esame si completa a rigidità ottenuta
per una durata di almeno di 10 minuti non superando comunque la somministrazione
totale di 35 mcg di PGE1.
Per i pazienti che ottengono un’erezione nei primi quindici
minuti d’esame con la sola stimolazione visiva erotica, è possibile
ipotizzare il sospetto di causa psicogena del deficit erettile. Per
i pazienti risultati insensibili alla stimolazione erotica ed alla
farmacoinfusione, si ipotizza il sospetto di origine vascolare. In
questi casi si integrano i risultati relativi all’indagine
vascolare mediante Eco-Color Doppler. Si può concludere affermando,
quindi, che tale metodica in associazione alla somministrazione di
sostanze vasoattive (PGE1) dimostra di essere veloce, semplice e
capace di incrementare notevolmente l'efficacia della diagnosi differenziale
nelle disfunzioni erettili. Oltre a questo, essa si rivela anche
molto utile per ottimizzare la quantità di farmaco vaso-attivo
da prescrivere in caso di terapia auto-infusiva.
Genito Sensory Analyzer (GSA): La Disfunzione
Erettile maschile può essere valutata con successo con
il GSA che consente una diagnosi differenziale tra disfunzione
erettile neurogena o psicogena.
La
disfunzione erettile neurogena è associata alla
mancanza di fibre nervose autonome di piccolo calibro che possono
essere valutate tramite il GSA. Il GSA è un nuovo strumento
diagnostico computerizzato e sicuramente più preciso e rappresenta
una valida alternativa al Biotesiometro che è stato finora
lo strumento più usato nella valutazione della Disfunzione
Erettile neurogena.
Il GSA (Genito Sensory Analyzer) fornisce
le misurazioni quantitative della sensibilità delle zone
cutanee studiate e può essere utilizzato come nuovo strumento
diagnstico per le disfunzioni neurologiche. Questo strumento diagnostico
ci permette di indagare le vie neurologiche responsabili della
sensibilità vibratoria e termica (caldo-freddo); il riscontro
di alti valori di soglia sensoriale ci induce a studiare il paziente
(in genere diabetico od alcolista ) con l'esecuzione di test neurologici
più approfonditi ( studio dei potenziali sacrali evocati,
velocità di conduzione del nervo dorsale del pene, risposta
simpatico-cutanea, potenziali evocati somatoestesici del nervo
dorsale del pene).
Il GSA trova una importante applicazione per quanto riguarda lo
studio delle Disfunzioni Sessuali Femminili intra e perivaginali
comprese le sensibilità del clitoride.
- L'Eco-Color-Doppler è una metodica diagnostica,
che ha notevolmente incrementato la possibilità di studio
del sistema vascolare. Questo esame permette di combinare i dati
dell’ecografia tradizionale con le informazioni derivanti dai
flussi ematici. L’esame inizia con lo studio delle strutture
peniene e del tessuto erettile in condizioni basali. Dopo questa
fase preliminare si procede alla farmacoinfusione di prostaglandine.
Si osserverà successivamente la progressiva dilatazione delle
arterie cavernose e delle loro collaterali documentandone la morfologia.
L’esame viene eseguito con rilevazioni doppler ogni 5 minuti
per circa 25 minuti.
L’ecocolor doppler permette di rilevare
la presenza di:
- una normale emodinamica peniena;un deficit arteriogenico;
- una patologia del sistema veno-occlusivo.
Una
inadeguata compressione dei vasi venosi, che drenano il sangue
dal tessuto cavernoso, da parte di una tonaca albuginea (tessuto
che riveste i corpi cavernosi) stirata ed assottigliata, sembrerebbe
la causa più probabile del deficit del meccanismo veno-occlusivo
alla base della impotenza cosiddetta venogenica.
Allorchè tali strutture venose di deflusso, nel corso della tumescenza,
non risultano sufficientemente compresse, vi è "fuga" continua
di sangue e nonostante un normale apporto arterioso, non è possibile raggiungere
la pressione intracavernosa necessaria a garantire la rigidità dell'asta. L’incidenza
di falsi positivi nella diagnostica ultrasonografica di deficit veno-occlusivo è determinata
da tutti i fattori che alterano il tono alfa-adrenergico, causando un’inadeguata
dilatazione dei sinusoidi (ipertono adrenergico). Per ridurre questo effetto
si associa alla prostaglandina un farmaco alfa-bloccante (fentolamina), necessario
quando il paziente è stressato dall’esame.- La cavernosometria computerizzata si effettua
soltanto nei casi in cui l'Eco-Color-Doppler abbia evidenziato un
deficit veno-occlusivo.
Per la massima attendibilità è fondamentale eseguire
l'esame in condizioni dinamiche ottenute con l'infusione di sostanze
vasoattive (prostaglandine) associate ad un'alfa-bloccante (fentolamina)
necessario per antagonizzare lo stress provocato al paziente dall'esame
stesso: tale stress infatti, può inibire l'erezione e quindi
portare all'errata diagnosi di incompetenza del meccanismo veno-occlusivo.
Dall'analisi dei flussi di induzione, di mantenimento e della pressione
intracavernosa, siamo in grado di misurare esattamente l'entità della
fuga venosa.
L'esame può essere integrato dall'indagine contrastografica
radiologica per visualizzare le vene tributarie e documentare
quindi la topografia delle cosiddette "vie di fuga".
Una volta inquadrato il tipo di disfunzione erettile si potrà procedere
alla terapia, che può essere medica (farmaco-infusioni
endocavernose, farmacologica, ormonale), chirurgica (vascolare,
protesica), psico-sessuologica.
Riservandoci
di approfondire l’argomento della terapia in un
futuro articolo, è importante però evidenziare che
al momento attuale, grazie a mezzi diagnostici e terapeutici sempre
più avanzati,
qualsiasi forma di disfunzione erettile può essere risolta,
con ottimi risultati anche dal punto di vista del vissuto psicologico
del paziente. |