Prof. Giovanni Alei - Patologie Trattate
Calcolosi
Per calcolosi o urolitiasi si intende la presenza di formazioni cristalline denominate calcoli, derivati dalla precipitazione o dall’aggregazione di soluti presenti nelle urine. Può essere classificata in base ad innumerevoli parametri tra i quali la sede: renale (pielica, caliciale), ureterale, vescicale, uretrale; il presunto meccanismo patogenetico: primitiva, secondaria, metabolica, da infezione. In circa il 70% dei casi di calcoli, sono composti da ossalato e/o fosfato di calcio, nel 20% sono di struvite (triplofosfato di ammonio e magnesio), nel 10% di acido urico, nell’1% di cistina, molto rara la calcolosi xantinica.

Sintomatologia

La sintomatologia può essere assente, sfumata oppure eclatante (colica renale). Ciò è dovuto essenzialmente dal punto in cui si trova il calcolo e dalla sua grandezza.
I sintomi più importanti sono: il dolore lombare gravativi, l’ematuria, la febbre, la colica. Quando non c’è un interessamento della viae scretrice, il paziente può essere asintomatico o accusare un vago senso di peso o di fastidio in regione lombare, soprattutto in concomitanza di sforzi fisici. Solo il 40/50% dei portatori di calcoli va incontro ad un episodio di colica renale. La colica è tipica del calcolo in movimento ed è determinata dalla brusca distensione della via escretrice. Il dolore insorge in sede lombare in corrispondenza del rene interessato poi tende a diffondersi, irradiandosi lungo tutto il decorso ureterale fino alla faccia anteriore della coscia e agli organi genitali (testicolo e grandi labbra). Spesso presenti riflessi vagali come la nausea e il vomito. Frequente è il rilievo di macroematuria (dovuta all’azione lesiva del calcolo sull’urotelio), in alcuni casi compare oliguria o anuria. Sovente dopo un episodio di colica, si assiste alla espulsione spontanea del calcolo, solido o sotto forma di renella, sabbia formata da minute concrezioni brune o rossastre.

Diagnosi

La fase diagnostica si fonda sui seguenti accertamenti:

  • esame delle urine: microematuria, pH molto acido suggestivo per litiasi uratica, ecc.;
  • ematochimici della funzione renale;
  • Rx diretta reni e vescica: visualizza la presenza di eventuali calcoli radioopachi (composti da sali di calcio);
  • Ecografia renale: consente la visualizzazione di calcoli sia radioopachi che radiotrasparenti (acido urico) e la dilatazione della via escretrice (idronefrosi);
  • Rx Urografia perfusionale: consente la visualizzazione dell’intera via escretrice, indispensabile per la programmazione dell’intervento in quanto informa su dimensioni, forma e sede del calcolo;
  • Rx Pielografia ascendente: tecnica di visualizzazione della via escretrice per via retrograda riservata a casi particolari (allergia al mezzo di contrasto, rene escluso).

Terapia

La terapia della calcolosi può essere medica, chirurgica o fisica.

Terapia Medica

Il trattamento terapeutico della colica renale è diretto al controllo del dolore (antispastici e analgesici) e all’eventuale infezione (antibiotici). Durante l’attacco acuto è opportuno ridurre l’apporto di liquidi per evitare un sovraccarico idrico al rene compromesso funzionalmente dalla presenza del calcolo. L’iperidratazione è invece raccomandabile quando non vi siano ostacoli alla via escretrice. Utile il controllo del pH urinario: in caso di litiasi uratica o cistinica è indispensabile alcalinizzare le urine; in caso di litiasi calcica o fosfato-ammonio-magnesica è opportuna l’acidificazione.

Terapia Chirurgica

Può essere suddivisa in terapia chirurgica a cielo aperto (tradizionale) ed endoscopica. Alla chirurgia tradizionale ormai spetta soltanto il trattamento di quelle forme particolarmente “difficili” che non si possano risolvere endoscopicamente o con trattamento percutaneo ad onde d’urto (difetti congeniti associati, calcolosi molto voluminose, ecc.).
La chirurgia endoscopica consente:

  • L’estrazione endoscopica dei calcoli attraverso sonde e cestelli adatti allo scopo;
  • L’esplorazione dell’uretere per via retrograda con frammentazione e rimozione del calcolo mediante laser, ultrasuoni, onde elettroidrauliche (ureterolitolapassi);
  • La frammentazione e l’estrazione dei calcoli attraverso un tragitto percutaneo (litolapassi percutanea).

Terapia Fisica

La terapia fisica ha radicalmente modificato il trattamento della calcolosi. Ciò è dovuto all’introduzione nell’uso clinico degli apparecchi per la litotrissia (frammentazione di calcoli) extracorporea ad onde d’urto (Extracorporela Shock Waves Lithotripsy -ESWL). Il razionale della litotrissia è che è possibile creare un fascio di onde sonore, opportunamente concentrato ed indirizzato, in grado di frammentare i calcoli.
Il litotritore è la sorgente che crea l’onda d’urto ed attraverso un sistema di lenti, essa è focalizzata esattamente sul calcolo (con un puntamento che può essere ecografico o radiologico in base alla natura del calcolo). Vengono successivamente applicati cicli di onde d’urto fino ad ottenere lo scopo di ridurre il calcolo a frammenti tali da poter essere eliminati dalla via escretrice. Il procedimento dà ottimi risultati e con minimo disagio da parte del paziente, motivi che attualmente rendono la litotrissia il trattamento d’elezione per la maggior parte delle calcolosi.

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