Tra le patologie genitali maschili, quella della dimensioni del pene è una
delle più delicate, a cui dedicare un accurato screening psico-sessuologico
prima di arrivare alla soluzione chirurgica: infatti è di fondamentale
importanza che si dinstinguano e si dirimano i casi in cui la richiesta
dell'intervento ha una motivazione equilibrata e legittima, da quelli,
peraltro numerosi, in cui all'origine della richiesta esiste una problematica
di dismorfofobia. E’ assolutamente sconsigliabile intervenire
se all'indagine psico-sessuologica emergano disturbi della personalità con
spunti psicotici o di nevrosi focalizzata sull'apparato genitale, ovvero
se esistano disturbi gravi della sfera sessuale con un'anatomia nei
limiti della norma.
Tecnica originale di allungamento penieno mediante
l’uso del “distanziatore
pubo-cavernoso”(Alei 1998)
La tecnica chirurgica più diffusa
per il trattamento delle brevità peniene
assolute è la sezione del legamento sospensore con la quale si ottiene
l'allontanamento dei corpi cavernosi dalla sinfisi pubica, con conseguente abbassamento
del punto di emergenza dal pube e contemporaneo allungamento reale di circa il
20% della lunghezza iniziale.


Con questa tecnica sono però frequenti le recidive, ossia il
riaccostamento dei margini di sezione del legamento. È quindi
possibile che il risultato estetico-funzionale possa risultare vanificato
dal riaccorciamento del pene per esiti cicatriziali.
Tre anni di ricerca ci hanno portato, attraverso diverse varianti di
tecnica, ad individuare il materiale più idoneo da interporre
tra i margini di sezione del legamento sospensore per evitarne il riaccostamento:
un silicone soffice da interporre tra sinfisi pubica e corpi cavernosi.
Nella logica geometrica dell'intervento, l'applicazione di un distanziatore
pubo-cavernoso ha infatti l'unico scopo di mantenere separate le superfici
sezionate, evitando la recidiva del riavvicinamento del pene al pube
come può avvenire con l'uso delle altre tecniche.
L’accorgimento tecnico da noi ideato è rappresentato
da un cuneo di silicone morbido, detto appunto “distanziatore
pubo-cavernoso”, che viene confezionato al tavolo operatorio
con dimensioni adeguate alla situazione anatomica del paziente.

Per ottenere il miglior allungamento cutaneo della sutura, l’incisione
cutanea viene effettuata a " V - Y " con il margine inferiore
della "V" a livello dell'arco pubo-penieno.

Preparati gli strati superficiali, si seziona il legamento sospensore.
Il “distanziatore pubo-cavernoso” viene
modellato secondo una forma tronco-conica e suturato al pube, occupando
completamente lo spazio virtuale creatosi e consentendo il maggiore
distanziamento tra la sinfisi pubica e le strutture cavernose.
I vantaggi dell’utilizzo di tale dispositivo sono notevoli: i tempi
di confezionamento sono brevi, può essere adattato a qualsiasi
condizione anatomica, si fissa con facilità, garantisce sempre risultati
stabili a distanza ed ottimi dal punto di vista estetico-funzionale

Tecnica chirurgica della brevità peniena relativa da iperadiposità pubica
Un
particolare tipo di brevità peniena si riscontra nei pazienti
affetti da iperadiposità pubica. Tale particolare conformazione
anatomica si riscontra per la presenza di un pube iperadiposo e tronco-conico
che nasconde parzialmente o totalmente un pene di dimensioni normali.
Il paziente affetto da tale malconformazione ha gravi disagi psicologici
dovuti alla brevità peniena, in molti casi associata ad una
limitazione penetrativa causata dall’interposizione con la partner
del cuscinetto adiposo pubico.

La correzione chirurgica consiste nella lipectomia pubica, associata
o meno alla sezione del legamento sospensore, con impianto del "distanziatore
pubo-cavernoso" di nostra ideazione.
Si effettua un incisione trasversa a losanga, il cui margine superiore
coincida con il limite superiore dell'iperadiposità, mentre
il margine inferiore viene inciso a "V" al di sopra dell'arco
pubo-penieno per ottenere un congruo allungamento cutaneo.
Dopo aver approfondito l’incisione del tessuto
adiposo, risparmiando le fasce muscolari, si asporta in un
unico blocco il tessuto adiposo eccedente e, dopo un’accurata
emostasi, si appongono due drenaggi e si ricostruiscono i piani.
Nei casi in cui si associ una brevità peniena assoluta è preferibile
effettuare anche la sezione del legamento sospensore con impianto
del distanziatore pubo-cavernoso.

Tecnica chirurgica originale per l’ampliamento
del pene.
Negli ultimi anni sono state sviluppate nuove tecniche chirurgiche
per migliorare l’aspetto estetico-funzionale del pene, interventi
che dal punto di vista psicologico migliorano l’autostima nel
paziente operato.
La richiesta di questo tipo di intervento negli ultimi anni è progressivamente
aumentata: sono sempre più numerosi i “maschi” preoccupati
di non avere delle dimensioni peniene adeguate.
A questo proposito abbiamo studiato i tracciati Rigiscan di circa
1900 pazienti per calcolare la circonferenza media del pene a riposo
ed in erezione. Il Rigiscan è uno strumento che permette
la registrazione degli episodi erettili notturni che si verificano
fisiologicamente durante le fasi REM del sonno; tale esame è fondamentale
nella diagnostica della disfunzione erettile in quanto permette la
diagnosi differenziale tra forme organiche e forme psicogene.
L’unità mobile dell’apparecchio è provvista
di due anelli che, applicati al pene, registrano i cambiamenti di
volume che avvengono durante il sonno. Lo strumento, successivamente
collegato al computer, elabora un tracciato degli episodi erettili
e calcola la circonferenza del pene in condizioni di riposo ed in
erezione .
Sulla base di tali elementi abbiamo elaborato le tabelle di seguito
riportate, con le misurazioni della circonferenza del pene alla base
ed alla punta, sia a riposo che in erezione, e con le misure medie
ottenute
| Autore |
Prof. Giovanni Alei |
| Anno |
2003 |
| Numero di pazienti |
1879 |
| Età |
18-65 |
| Media della circonferenza basale |
7.02
cm |
| Media della circonferenza in erezione |
10.85 cm |
| Circonferenza alla base del pene a
riposo |
5 -11cm |
| Circonferenza alla punta del pene a riposo |
5-10.2cm |
Circonferenza alla base
del pene in erezione |
5.95-15.25cm |
Circonferenza alla punta
del pene in erezione |
5.5-15.25cm |
Per quanto riguarda l’ampliamento penieno, i primi tentativi
per incrementare la circonferenza consistevano in iniezioni di grasso
al di sotto della fascia cutanea con risultati scarsi, poichè circa
il 50-90% del grasso iniettato veniva assorbito entro un anno circa.
Si potevano avere anche complicanze quali formazioni di noduli, asimmetrie,
curvature del pene e migrazione del grasso a distanza.
Il Prof. Whitehead, presidente della American Accademy of Phalloplastic
Surgeon, da circa cinque anni effettua la falloplastica di ingrandimento applicando
intorno ai corpi cavernosi il derma umano liofilizzato prelevato da donatore
(ALLODERM). Questo tessuto garantisce un ottimo risultato estetico ed una sicura
stabilità nel tempo. Negli ultimi tempi abbiamo usato il derma suino denominato
INTEXEN che ha il vantaggio di avere un maggiore spessore e costi minori..
Sulla scorta dell’esperienza americana abbiamo messo a punto una tecnica
chirurgica per l’ampliamento penieno. Si effettua una incisione alla base
del pene di circa due centimetri, e dopo aver preparato accuratamente le fasce
al di sotto della cute, si effettua la corporoevaginazione e si applica sulla
fascia di Buck una sorta di mantellina ottenuta con alcuni foglietti
di Alloderm.

A questo punto si riposizionano le strutture peniene
nelle loro guaine, si applica un drenaggio per le prime 12-24 ore,
si sutura la cute. Questa tecnica, contrariamente a quella americana, non
prevede la circoncisione lasciando integro il prepuzio, e
si può ottenere un incremento di circa il 30% del valore iniziale
della circonferenza peniena.